Non filtrata
e
Non pastorizzata
Rifermentata in bottiglia
Birra scura con gradevoli sentori di nocciola tostata, cioccolato e caffè. La complessità dei sapori è accompagnata dalla freschezza di bevuta conferita dall’aggiunta di zenzero. I sapori sono complessi ma ben bilanciati e il grado alcolico ben nascosto dalla facilità di bevuta, tanto da non risultare invasivo. La Malparâ, dopo l’imbottigliamento, intraprende un viaggio che la porta nel cuore della montagna, all’interno di una delle antiche miniere di talco nella valle che dà il nome al complesso dell’Ecomuseo Regionale delle Miniere e della Val Germanasca; questo viaggio culmina con un “soggiorno” di 6 mesi in un vecchio fabbricato – circa 1000 metri all’interno della montagna -, adiacente alla galleria principale che una volta veniva usato dai minatori come spogliatoio e per mettere ad asciugare gli stivali dopo un lungo turno di lavoro. In questo preciso punto la miniera è sorprendentemente asciutta e la temperatura stabile a 12 gradi, sia d’estate che in inverno. Come potete facilmente immaginare il buio è totale e la nostra Malparâ può riposare e maturare cullata dal solo respiro della montagna, fino al momento in cui decidiamo che è giunta l’ora di riportarla fuori per farvela incontrare. Molti la chiamerebbero birra “da meditazione”, ma siamo proprio sicuri che sia necessario dare una definizione a tutto?
Presente sulla Guida Birre d’Italia 2027
edita da Slow Food Editore




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